LA RIGENERAZIONE OSSEA GUIDATA (GBR)

La rigenerazione ossea guidata è una tecnica chirurgica che permette, tramite l’utilizzo di materiale di riempimento e membrane, la formazione di nuovo osso al fine di stabilizzare gli impianti e ricreare un aspetto estetico funzionale favorevole.

Esistono differenti materiali utilizzati a tale scopo, tra di essi il "gold standard" è rappresentato dall’osso autologo, che in ambito ambulatoriale, quale è uno studio dentistico, viene prelevato più comunemente dalla branca montante della mandibola o dalla sinfisi mentoniera. Le altre metodiche, quali il prelievo dalla teca crancia, dalla tibia etc. sono meno utilizzate, il prelievo dalla cresta iliaca necessita di ambiente ospedaliero.

A protezione del materiale di innesto, vengono utilizzate delle membrane che possono essere riassorbibili o non riassorbibili, comprese le griglie in titanio, e la percentuale di successo di sopravvivenza implantare nelle zone trattate con GBR varia dal 92 al 100% a seconda delle varie casistiche.

Le moderne tecnologie, quali l’analisi tridimensionale della TAC dei mascellari tramite appositi software, permettono di conoscere esattamente quale situazione il chirurgo dovrà affrontare. Il Piezosurgery ha aggiunto una metodica di prelievo osseo più controllata e meno invasiva permettendo di ridurre il disagio al paziente. La GBR è una tecnica ampiamente documentata e predicabile nei risultati.

Tra le controindicazioni merita particolare importanza il fumo di sigarette, il quale è in grado di ridurre la percentuale di successo del 20%. E' importante ricordarlo in quanto alla abilità dell’operatore deve aggiungersi un coscienzioso comportamento del paziente.

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Guided bone regeneration is a surgical technique that allows, through the use of filler material and membranes, the formation of new bone in order to stabilize the implants and recreate a functional favorable aesthetic appearance.

There are different materials used for this purpose, the "gold standard between them" is represented by bone autograft, and outpatient clinic, which is a dental office, is taken most commonly from branch pillar of the jaw or mandibular symphysis. Other methods, such as withdrawal from crancia shrine, tibia etc. They are less used, the removal from the iliac crest require a hospital setting.

A protection of the graft material, the membranes that are used may be absorbable or non-absorbable, including titanium grids, and the success rate of implant survival in the treated areas with GBR varies 92-100% depending on the various series.

Modern technologies, such as three-dimensional analysis of the jaw TAC through special software, let you know exactly what situation the surgeon will have to face. The Piezosurgery added a bone harvesting method more controlled and less invasive allowing to reduce the discomfort to the patient. The GBR is a well documented technique and predicable results.

Among the contraindications deserves particular importance the smoke of cigarettes, which is able to reduce the success rate of 20%. It 'important to remember that as the operator's skills must be added a conscientious patient behavior.



















LA BOX TECHNIQUE

La Boxtechnique è una nuova tecnica di rigenerazione ossea protesicamente guidata che utilizza materiali completamente riassorbibili evitando prelievi di osso autologo al paziente riducendo così al minimo la morbilità e le sedute chirurgiche.


The Boxtechnique is a new bone regeneration technique prosthetic Wizard using fully absorbable materials avoiding autologous bone samples to the patient thus minimizing the morbidity and surgical sessions.

Implantologia Elettrosaldata

Per parlare di implantologia elettrosaldata bisogna prima entrare nel merito di questa particolare branca dell’odontoiatria, di quali sono i suoi scopi e le sue funzioni, ed infine quali sono le tecniche di cura moderne utilizzate dai dentisti. Solo allora potremmo dire di essere davvero entrati nel vivo dell’argomento, di avere insomma messo a fuoco le finalità e i vantaggi dell’Implantologia Elettrosaldata. Il termine implantologia elettrosaldata possiede in sé rimandi precisi alla meccanica, oltre naturalmente alla scienza implantologica, quindi all’Odontoiatria. In effetti si parla di sinergia tra le tecniche meccaniche di creazione ed utilizzo di apparecchi protesici e gli sviluppi della scienza medica. Questa sinergia è in grado di fornire delle risposte concrete a tutti quei pazienti che soffrono di malattie orali che li portano alla perdita di alcuni elementi dentali o all’edentulismo totale. Tali patologie possono essere di vario tipo, come di vario tipo possono essere le loro cause e degenerazioni. Soprattutto la presenza e l’azione di colonie batteriche all’interno della bocca provocano gravi conseguenze per tutto l’apparato. Su tutto la compromissione gengivale e la creazione di tasche parodontali. Proprio il parodonto, ovvero la totalità degli elementi organici che tengono il dente ancorato alla gengiva, viene attaccato dai batteri, che si nutrono dei rimasugli di cibo incastrati tra un dente e l’altro, provocando a mano a mano la disintegrazione della gengiva stessa e di questi elementi organici. Quando il dente perde l’aderenza naturale all’osso mascellare o mandibolare, il medico non può fare altro che sostituirlo con elementi meccanici, come le protesi o i ponti. Ma come avviene nello specifico un intervento di Implantologia? Inizialmente il dentista crea dei fori all’interno delle ossa del paziente, mediante l’utilizzo del trapano ed aiutandosi con la dima, ovvero una formina in metallo da applicare sul palato, che guida la mano del medico nell’individuazione dei punti precisi su cui applicare i fori. All’interno di questi fori vengono poi inseriti gli impianti, piccoli elementi in titanio di forma conica o a vite, punti di appoggio per le future protesi. Se quest’ultime vengono applicate subito si parla di intervento di Implantologia a carico Immediato; se invece vengono applicate in una seduta successiva allora si parla di Implantologia a carico Differito. La differenza sta nell’attesa di una perfetta osteointegrazione tra gli elementi in titanio e l’organismo, che a volte necessita di un periodo di tempo per “accattare” la sperata biocompatibilità. Una volta inseriti gli impianti dunque, in regime di carico immediato, il dentista applica le protesi nel cavo orale del paziente. Quando gli impianti sono tutti inseriti, dalla gengiva sono ben visibili le emergenze, ovvero la parte di impianto che fuoriesce dall’osso. Con le tecniche di Implantologia Elettrosaldata, il medico unisce tutte queste emergenze con un filo metallico, creando in questo modo una struttura salda, come le impalcature che si vedono sulle facciate dei palazzi in restauro. Tale struttura garantisce una notevole stabilità degli impianti. Dopodiché la protesi può essere montata ed agganciata ad essi, ed il paziente riacquista le normali funzioni fisiologiche compromesse dall’edentulismo, come per esempio il riequilibrio delle forze masticatorie. La cosa che più stupisce di questi interventi, è che ormai sono talmente ben sviluppati da poter essere effettuati a livello ambulatoriale, senza neanche bisogno di ricorrere a tecniche sedative decisamente invasive come per esempio l’anestesia totale. Ciò vuol dire che il malato può risolvere i suoi problemi nel giro di qualche ora e, se in regime di carico immediato, con un unico intervento.

BIOTECNOLOGIE E MINIINVASIVITA' USO DEI DERIVATI EMATICI

Da un semplice prelievo di sangue può arrivare la soluzione a problemi ossei e gengivali. La metodica che si basa sull' estrazione di fattori di crescita consente una guarigione più rapida delle ferite e una rigenerazione dell' osso. Ovviamente, in questo caso, spiega lo specialista Dott. Mario GIUGNO, parliamo di una tecnica applicabile in vari campi della medicina, ma già ampiamente utilizzata per riparare gengive, mandibola e mascella. «Dalla ricerca dell' istituto spagnolo Eduardo Anitua - spiega il Dott. Giugno - nasce la tecnologia che permette, mediante la centrifugazione del sangue, la separazione di una sua piccola frazione. Quest' ultima, miscelata con sostituti ossei, servirà a formare una nuova impalcatura ossea in cui inserire gli impianti dentari laddove era impossibile per mancanza di sostanza». La novità è rappresentata da un processo di guarigione molto più rapido e dalle conseguenze meno traumatiche per il paziente. Il sistema si chiama PRGF, un acronimo che sta per "Plasma rich of growth factor". Le applicazioni in odontoiatria (ma non solo) sono varie. Si parte dalla possibilità di colmare i difetti ossei conseguenti alla malattia parodontale (piorrea) fino all' integrazione della porzione di osso necessaria a inserire gli impianti sostitutivi dei denti mancanti. A intervento ultimato, aggiunge il Dott. Giugno, «i vantaggi per il paziente sono evidenti: meno infiammazione, ridotto rischio di complicazioni e dolore quasi del tutto azzerato grazie al rilascio di sostanze antalgiche prodotte dal nostro stesso organismo. La tecnica del PRGF è attualmente appannaggio, con ottimi risultati, oltre che nella chirurgia oralee maxillofacciale, anche in alcune patologie ortopediche, in cardiochirurgia, nella chirurgia ricostruttiva e vascolare». Ma come si interviene con questa tecnica? «Prima di iniziare l' intervento, il campione di 10 cc di sangue del paziente - risponde il medico - viene centrifugato per otto minuti, il tempo necessario a separare il plasma (la componente liquida in cui sono sospese le cellule) dalle proteine. Con la pipetta sterile si inserisce la quantità di frazione ricca in fattori di crescita nell' area di osso o di gengiva da riparare».

Nel mese di Dicembre 2011 il Dott. Mario Giugno è stato ospite del Dott. Bartolomeo Assenza presso la sede della BONE SYSTEM a Milano per tenere una conferenza sul PRF e sull'uso delle moderne biotecnologie in ambito implantologico. Il corso si prefiggeva di spiegare le differenze tra i vari protocolli operativi nella preparazione dei derivati ematici, le differenze tra i vari derivati e l'utilizzo degli stessi in Chirurgia Orale, Maxillo-facciale, Implantologia e per ultimo il loro impiego nei trattamenti di ringiovanimento del viso ed in Medicina Estetica. Il titolo del corso: PRF tra Biotecnologie e miniinvasività.


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By a simple blood test can get the solution to bone and gum problems. The method that is based on 'extracting growth factors enables faster wound healing and regeneration of the' bone. Obviously, in this case, he explains the specialist Dr. Mario Giugno, we talk about a technique applicable in various fields of medicine, but already widely used to repair the gums, jaw and jaw. "From the research of 'Spanish Eduardo Anitua Institute - explains Dr. Giugno - born technology that allows, by means of centrifugation of blood, separation of its fraction. Quest 'last, mixed with bone substitutes, will be used to form a new bone framework in which to place dental implants where it was impossible for lack of substance. " The new development is a much quicker healing process and the less traumatic consequences for the patient. The system is called PRGF, an acronym that stands for "Rich Plasma of growth factor". Applications in dentistry (but not only) are varied. It starts from the ability to bridge bone defects resulting from the periodontal disease (periodontal disease) until the 'integration of the bone amount that needs to include the replacement of missing teeth implants. A completed action, adds Dr. Giugno, "the benefits for the patient are obvious: less inflammation, reduced risk of complications and pain almost completely cleared thanks to the release of analgesic substances produced by your own body. The PRGF technique is currently the preserve, with excellent results, as well as in oralee maxillofacial surgery, also in some orthopedic pathologies, in cardiac surgery, and in reconstructive vascular surgery. " But as is done with this technique? "Before starting the 'intervention, the 10 cc sample of the patient's blood - he replies the doctor - is centrifuged for eight minutes, the time required to separate the plasma (the liquid component in which the cells) by the proteins are suspended. With sterile pipette fits the amount of fraction rich in growth factors in 'the area of ​​bone or gum to repair. "

In December 2011, Dr. Mario Giugno was the guest of Dr. Bartolomeo Assenza at the headquarters of BONE SYSTEM to Milan to give a lecture on the PRF and the use of modern biotechnology in the field of implantology. The course was intended to explain the differences between the various operational protocols in the preparation of blood products, the differences between the various derivatives and the use thereof in Oral Surgery, Maxillo-facial surgery, implantology and finally their use in rejuvenating treatments facial and Aesthetic Medicine. The title of the course: PRF between Biotechnology and miniinvasività.





 Biotecnologie e Mininvasivita: il PRF  
     
 



 

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Il PRF ( Platelet Rich Fibrin )

Le biotecnologie aiutano il medico dentista moderno a risolvere le problematiche dei propri pazienti in modo meno invasivo e più rapido.
La fibrina ricca di piastrine (PRF) appartiene a una nuova generazione di concentrati di piastrine che permettono una preparazione semplificata senza manipolazione biochimica del sangue .
Il PRF è stato appositamente messo a punto per essere utilizzato in chirurgia orale e maxillofacciale. Questa tecnica non richiede l'uso di anticoagulanti quindi non pone problematiche medico legali, riguardo alla manipolazione di sangue.
Il protocollo per la preparazione del PRF è molto semplice e richiede il prelievo di pochi ml di sangue in provette sterili, il quale viene immediatamente centrifugato a 2700 rpm per 12 minuti.
Un tempo ridotto tra il prelievo di sangue e la sua centrifugazione, è la più importante discriminante per ottenere un prodotto clinicamente valido.
Dopo aver effettuato la centrifugazione del sangue, si provvederà all'asportazione, con l'uso di pinzetta chirurgica, del coagulo bianco ottenuto (PRF). Questo, compresso tra due garze sterili, dà una membrana di circa 3 cm per 1,5 di consistenza suturabile.
Il PRF dimostra proprietà angiotrofiche, emostatiche e osteoconduttive. Le proteine deputate alla formazione di nuovo osso intrappolate nella matrice fibrinica sono rilasciate in maniera progressiva, e studi hanno dimostrato come inducano l'osteogenesi.
La rapida formazione di nuovo osso è da ricercarsi nell'aumentata capacità di formazione e organizzazione del coagulo sanguigno esercitata dal PRF.
Più che un vero e proprio aumento della proliferazione cellulare ossea, il PRF sarebbe in grado di stimolare la formazione di nuovi vasi sanguigni e fornirebbe un'impalcatura di fibrina idonea alla migrazione cellulare, aspetti fondamentali per il processo di apposizione ossea.

Conclusioni e Applicazioni Cliniche del PRF

Il Platelet Rich Fibrin è un materiale versatile in ambito chirurgico. A seconda dell'applicazione clinica può essere modellato in due differenti composizioni: membrane e frammenti.
La preparazione di membrane si ottiene comprimendo tra due garze sterili il PRF col fine di eliminare parte del siero. Si ottiene una membrana solida e sottile che può facilmente essere modellata con l'ausilio di forbici.

Le principali indicazioni all'uso del PRF sono:
  • Ricoperture di siti post-estrattivi per ottenere una migliore e più rapida guarigione dei tessuti molli
  • Trattamento di lesioni parodontali
  • Ricoperture e protezione d'innesti ossei;
  • Prevenzione o trattamento di perforazioni della membrana del seno mascellare;
  • In alternativa al prelievo dal palato di un innesto connettivale in chirurgia muco gengivale;
  • Per la chiusura di comunicazioni tra il cavo orale e il seno mascellare

Una delle applicazioni senza dubbio di notevole utilità è la ricopertura di siti post-estrattivi ampi. L'applicazione di membrane di PRF a copertura del sito consente di ottenere rapidamente una guarigione di tutto il sito. A sole 48 ore la ferita sarà completamente chiusa e potranno essere tolti i fili di sutura.
Nei settori anteriori, dove l'estetica ha un ruolo fondamentale, il PRF in membrane può essere utilizzato per garantire adeguati spessori di gengiva nell'area d'intervento, permettendo cosi un'ottima guarigione dei tessuti .
Per concludere posso affermare che il PRF rappresenta sicuramente un nuovo approccio alla chirurgia implantare e rigenerativa.